Il Convitto Nazionale di Salerno riporta in vita una tradizione storica con il ritorno del Premio delle Eccellenze, in programma il 10 luglio alle ore 19.30 presso l’Auditorium dell’istituto. La manifestazione segnerà la conclusione dell’anno scolastico e valorizzerà gli studenti che hanno raggiunto risultati di particolare rilievo.
L’iniziativa nasce dall’impegno del Rettore Claudio Naddeo, dei docenti e del personale ATA, che hanno contribuito alla crescita della comunità scolastica. Il ritorno del Premio delle Eccellenze assume inoltre un significato speciale perché coincide con il diploma della prima classe del nuovo Liceo Classico Europeo.
La cerimonia premierà gli studenti distintisi nei diversi indirizzi del Convitto: Liceo Classico Europeo, Moda, Odontotecnico, Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale e Servizi Culturali e dello Spettacolo. L’evento vuole sottolineare la qualità dell’offerta formativa e il valore del merito nei percorsi educativi.
Durante la serata il Convitto inaugurerà anche il Liber Excellentiae, un albo che raccoglierà i nomi degli studenti distintisi per risultati e impegno. L’iniziativa riprende una tradizione interrotta da decenni e punta a custodire la memoria delle eccellenze scolastiche dell’istituto.
Il Rettore Claudio Naddeo ha definito il ritorno della manifestazione motivo di orgoglio ed emozione, sottolineando come «si può vivere la scuola in modo diverso, coniugando tradizione e modernità». Naddeo ha inoltre ricordato che il premio valorizza gli studenti che si distinguono per rigore, creatività, professionalità e capacità critica.
I riconoscimenti andranno agli alunni che hanno concluso gli esami con il massimo dei voti: 10 e 10 e lode nel primo ciclo (scuola media, quindi); 100 e 100 e lode nel secondo
(scuola superiore). L’evento vedrà anche la partecipazione dell’Associazione Ex Allievi del Convitto Nazionale.
Il presidente Stefano Pecoraro ha accolto «con gioia la proposta del Rettore Naddeo», evidenziando il valore di un’iniziativa che sostiene il merito e rafforza il legame tra le nuove generazioni e una scuola che, per molti ex studenti, è stata «una vera e propria palestra di vita».



