Non si ferma l’emergenza criminalità al Parco Archeofluviale di Longola, a Poggiomarino. A meno di due giorni dal primo incendio, il sito è stato nuovamente avvolto dalle fiamme in pieno pomeriggio. Il secondo rogo è divampato a pochissime ore di distanza dal sopralluogo del Prefetto di Napoli, Michele di Bari, giunto sul posto per fare il punto sulla sicurezza insieme alla commissione straordinaria guidata dalla viceprefetta Gabriella D’Orso.
Grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, l’incendio – partito da alcune sterpaglie – è stato subito domato, evitando il peggio. Tuttavia, la scia di fuoco ha provocato gravi danni logistici, distruggendo alcune strutture dedicate ai laboratori e alle attività didattiche.
I Carabinieri hanno avviato un’unica indagine per fare luce su entrambi gli episodi, la cui matrice dolosa appare sempre più probabile. Gli investigatori sono attualmente al lavoro per analizzare le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza dell’intera area, alla ricerca di elementi utili a identificare i responsabili.
Nonostante l’escalation, le istituzioni tengono il punto: «L’attività al Parco archeologico e naturalistico andrà avanti», ha dichiarato il prefetto Michele di Bari, garantendo il pieno sostegno dello Stato. Sulla stessa linea il consigliere regionale Giorgio Zinno, che ha espresso vicinanza alla comunità locale e all’associazione Terramare 3000: «Longola è stata ferita due volte: un colpo alla cultura e all’identità. La Regione Campania farà la sua parte contro la criminalità».



