Sulla spiaggia di Paestum, tra il mare e la foce del Sele, Fernando Mangone ha realizzato una performance dedicata ai Bronzi di Riace. Il pittore ha disegnato le celebri figure sulla sabbia, trasformando la battigia in una superficie d’arte destinata a durare solo fino all’arrivo delle onde. Poco dopo, il mare ha cancellato i segni lasciati dall’artista e ha restituito simbolicamente i Bronzi al loro elemento originario.
L’opera unisce memoria, storia e gesto poetico. Mangone costruisce così un omaggio alla Magna Grecia e alla Calabria, terra che custodisce l’identità dei Bronzi, ma anche a Firenze, città che ha segnato un passaggio decisivo nella storia di queste straordinarie sculture e nella formazione dell’artista. Mangone, infatti, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e poi si è trasferito a Firenze nel 1978, proprio mentre il capoluogo toscano ospitava il delicato restauro dei Bronzi.
L’intervento sulla spiaggia di Paestum dialoga con il tempo e con la fragilità dell’arte. La sabbia accoglie il disegno, il mare lo assorbe e completa l’opera, in un ciclo che richiama il viaggio millenario dei guerrieri di Riace tra archeologia, conservazione e immaginario collettivo. “Ho voluto riportare simbolicamente i Bronzi di Riace nel loro elemento originario”, afferma Mangone. “Disegnarli sulla spiaggia e lasciarli tornare al mare significa ricordare il loro viaggio attraverso il tempo. È un omaggio alla Calabria, alla Magna Grecia e a Firenze”.
Anche Anna Coralluzzo, presidente della Fondazione Arte Mangone ETS, sottolinea il valore
dell’azione: “Questa performance trasforma la spiaggia di Paestum in uno spazio di memoria collettiva”.



