Napoli si prepara ad accogliere la diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, in programma dal 12 giugno al 12 luglio 2026 con 105 appuntamenti e 67 debutti assoluti tra teatro, musica, danza, mostre e progetti speciali.
La rassegna, diretta da Ruggero Cappuccio e sostenuta dalla Regione Campania, conferma
la sua vocazione internazionale e punta ancora una volta su prezzi popolari, pluralità di linguaggi e attenzione ai temi del presente.
Il cartellone parte dal Mercadante con il dittico di Roberto Andò che accosta Beckett e Pinter in un’apertura centrata su parola, memoria e potere, interpretata da Renato Carpentieri. Tra gli appuntamenti più attesi della sezione Internazionali figurano anche “Rendez-vous” della famiglia Thierrée-Chaplin, “Labio de liebre” di Fabio Rubiano e “Ayoub” di Marina Otero, lavori che portano in scena circo, drammaturgia contemporanea, ferite politiche e questioni identitarie.
Il festival distribuisce poi i suoi appuntamenti tra Mercadante, Nuovo, Sala Assoli, Tedér, Palazzo Reale e altri spazi della città. Nel cartellone musicale spiccano Tony Hadley, atteso il 24 giugno al Mercadante, e i 40 FINGERS, protagonisti al Cortile delle Carrozze con le loro riletture crossover di classici rock e colonne sonore. Accanto a loro trovano spazio anche i Constantinople e il concerto dedicato a Roberto De Simone con “Carmina Desimoniana”.
Grande attenzione anche ai progetti speciali e alla dimensione sociale della rassegna. Il programma include infatti esperienze immersive, teatro di comunità e spettacoli che riflettono sul rapporto tra tecnologia, identità e memoria collettiva. Tra questi emergono “L’io e l’IA”, che affronta il tema della dipendenza emotiva dall’intelligenza artificiale, e “R3V@LUT1@N”, esperienza di cinema immersivo che trasforma gli spettatori in parte attiva della narrazione.
Il Campania Teatro Festival mantiene inoltre forte il suo messaggio civile e culturale. Il tema della pace attraversa tutta l’edizione 2026, che sceglie come slogan “Universo di pace” e insiste sul ruolo dell’arte come strumento di dialogo, solidarietà e contrasto alla violenza. La manifestazione continua anche il suo percorso “green” attraverso l’uso di materiali sostenibili e le collaborazioni con università e reti culturali europee.
Nel corso della presentazione ufficiale, l’Assessore alla Cultura della Regione Campania Onofrio “Ninni” Cutaia ha sottolineato il valore culturale e sociale della manifestazione:
«Se è vero che la bellezza salverà il mondo, è più che mai dove essa manca o si nasconde che le istituzioni devono agire: rigenerare l’inedito, abitare le periferie dell’anima e dello spazio e dare voce a chi ne è privo, ampliando l’accesso alla cultura. Il Campania Teatro Festival, con la sua proposta pluralista, i prezzi accessibili e l’apertura a differenti spazi fisici e artistici, si muove in questa direzione».
Cutaia ha poi ribadito la necessità di continuare a far crescere il Festival coinvolgendo pubblici differenti e costruendo nuove occasioni di confronto, scoperta e riflessione, confermando così il Campania Teatro Festival come uno degli appuntamenti culturali più importanti dell’estate italiana.



