La stagione concertistica MusicaUNISA continua con un nuovo appuntamento dedicato alla grande musica per archi. Giovedì 21 maggio alle ore 18:30 il Teatro di Ateneo “Filippo Alison” dell’Università degli Studi di Salerno ospiterà il concerto del Martucci String Ensemble, formazione del Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Ateneo salernitano e il Conservatorio “G. Martucci”, un progetto che negli ultimi anni ha rafforzato il dialogo tra formazione universitaria, cultura musicale e territorio. L’evento resta aperto sia alla comunità universitaria sia al pubblico esterno, con ingresso su prenotazione
fino a esaurimento posti. Il concerto porterà sul palco un ensemble di strumenti ad arco diretto dal maestro Emanuele D’Andria, impegnato in un programma che attraversa secoli e linguaggi musicali differenti.
La serata metterà infatti in luce la straordinaria versatilità degli archi, capaci di passare dalla leggerezza della musica classica alle suggestioni cinematografiche contemporanee.
Il programma si aprirà con “Antiche Danze e Arie per Liuto – Suite III” di Ottorino Respighi, compositore che trasformò antiche melodie rinascimentali in pagine orchestrali eleganti e raffinate. Seguirà il “Notturno Op. 70 n.1” di Giuseppe Martucci, presentato in un arrangiamento per sestetto d’archi.
La seconda parte del concerto proporrà “Capriol Suite” di Peter Warlock e le celebri “Danze popolari rumene” di Béla Bartók, in una versione per orchestra d’archi. A chiudere la serata arriverà un medley dedicato alle colonne sonore di Ennio Morricone, omaggio a uno dei compositori italiani più amati nel mondo del cinema.
Sul palco saliranno giovani musicisti del Conservatorio “Giuseppe Martucci”, divisi tra primi violini, secondi violini, viole, violoncelli e contrabbassi. Il concerto offrirà così anche un’importante occasione di crescita artistica e di confronto con il pubblico per gli studenti dell’istituto salernitano. Con questo appuntamento, MusicaUNISA conferma la volontà di rendere la musica classica e la cultura orchestrale sempre più accessibili, trasformando il Teatro di Ateneo in uno spazio vivo di incontro tra università, arte e cittadinanza.



