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Nel ricordo del 5 maggio 1998: il Gruppo Radici commemora le vittime dell’alluvione di Sarno

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A distanza di ventotto anni, il ricordo della tragedia del 5 maggio 1998 resta vivo e doloroso nelle comunità dell’Agro nocerino-sarnese. In quella drammatica giornata, una massa imponente di fango e detriti – oltre due milioni di metri cubi – si staccò dal monte Pizzo d’Alvano, travolgendo i centri abitati di Sarno, Siano, Quindici e Bracigliano. Il bilancio fu devastante: 161 vittime, tra cui sette cittadini di Bracigliano.

In occasione dell’anniversario, il Gruppo consiliare “Radici” ha voluto rinnovare il proprio impegno nel custodire la memoria di quanto accaduto, sottolineando come quella data rappresenti ancora oggi “una ferita aperta nella coscienza collettiva”. Un dolore che il tempo non ha attenuato e che continua a interrogare le istituzioni e la società civile.

Il gruppo si unisce idealmente alla commemorazione in programma in piazza 5 Maggio, esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime, custodi di una memoria segnata da una perdita irreparabile. La loro testimonianza, fatta di dignità e silenzio, viene indicata come un monito per l’intera comunità.

Ma il ricordo, sottolineano i consiglieri, non può esaurirsi in una celebrazione simbolica. Deve tradursi in responsabilità concreta. La tragedia del 1998 richiama infatti l’urgenza di politiche efficaci di prevenzione e tutela del territorio: dal monitoraggio costante del rischio idrogeologico a una pianificazione attenta e sostenibile, fino a interventi strutturali mirati.

“La memoria non è soltanto commemorazione, ma impegno quotidiano”, ribadisce il Gruppo “Radici”, evidenziando come solo attraverso una diffusa cultura della prevenzione sia possibile onorare davvero le vittime.

Nel raccoglimento di questa giornata, Bracigliano e l’intero territorio dell’Agro si stringono nel ricordo, trasformando il dolore in consapevolezza condivisa e responsabilità verso le generazioni future.

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