Si conclude con un doppio appuntamento istituzionale tra Roma e Viterbo la seconda edizione della Scuola di Ceramica Vietrese, progetto formativo d’eccellenza sostenuto dalla Regione Campania e promosso dalla CNA Salerno. Il progetto nasce dal protocollo d’intesa con il Comune di Vietri sul Mare e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, con il coordinamento di Sviluppo Campania.
Nella Sala degli Arazzi di Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il convegno “Tutela dell’identità e formazione per le imprese ceramiche” ha dato spazio ai protagonisti del progetto. I quindici allievi hanno presentato le loro opere, ricevuto gli attestati finali e illustrato il catalogo “Innovazione della tradizione”, pubblicato da Stratego Edizioni. Il volume racconta il percorso formativo e valorizza il dialogo tra tradizione artigiana e innovazione.
L’iniziativa rafforza il percorso verso il riconoscimento dell’IGP “no food” per la ceramica vietrese, indicata come modello nazionale capace di unire formazione, impresa e identità territoriale. Federico Eichberg, capo di gabinetto del Ministero, sottolinea il valore della ceramica vietrese come eccellenza italiana e guarda ai giovani come motore del futuro del settore.
Il sindaco Giovanni De Simone evidenzia il traguardo ormai vicino: Vietri sul Mare punta a diventare uno dei primi territori in Italia a ottenere il marchio IGP no food. Un risultato che premia anni di lavoro e una visione condivisa tra istituzioni, artigiani e comunità.
Il progetto coinvolge attivamente tutti i partner: dalla Regione Campania a Sviluppo Campania, dalla CNA Salerno all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Docenti e formatori accompagnano i giovani lungo un percorso che unisce competenze tecniche, creatività e visione imprenditoriale. Nello Antonio Valentino definisce questi allievi il volto del nuovo artigianato, mentre Lucio Ronca e Simona Paolillo ribadiscono l’importanza della rete costruita attorno alla scuola e l’obiettivo di renderla permanente.
Dopo Roma, il progetto arriva a Viterbo, al Museo della Ceramica della Tuscia gestito da Fondazione Carivit. Qui le opere dei giovani ceramisti vietresi entrano in dialogo con la tradizione locale, grazie anche al coinvolgimento della CNA Roma e della CNA Viterbo-Civitavecchia. La direttrice scientifica Silvia Valentini parla di uno scambio culturale intenso, capace di unire linguaggi e identità diverse.
Il percorso formativo coinvolge 15 giovani NEET campani tra i 18 e i 34 anni. I partecipanti seguono lezioni teoriche e svolgono stage nelle botteghe artigiane di Vietri sul Mare, sotto la guida del maestro Antonio Solimene. Le attività si svolgono in realtà storiche come Antica Ceramica Avallone, Ceramica Pinto, Ceramica D’Acunto e La Bottega dei Ricordi, dove i ragazzi sperimentano tecniche, materiali e processi produttivi.
La Scuola di Ceramica Vietrese consolida così il suo ruolo: forma nuovi artigiani, rafforza la tradizione e proietta la ceramica vietrese verso i mercati internazionali.



