Maiori si sveglia con un atto vandalico che colpisce l’arte contemporanea e il suo messaggio più profondo. Qualcuno ha distrutto “Il Grande Gioco”, installazione dell’artista Giuseppe Palermo, collocata sul lungomare poche ore prima dell’inaugurazione delle rassegne “Dolce Vita. Maiori Wonder Coast” e “Maiori Wonder Palace”.
L’opera, un soldatino giocattolo a grandezza umana realizzato in resina e cemento, giace spezzata all’altezza delle caviglie dopo l’impatto violento con un veicolo. Alcuni testimoni raccontano che un furgoncino ha imboccato il marciapiede e ha puntato direttamente verso l’installazione, travolgendola e fuggendo subito dopo.
La Polizia Locale di Maiori, guidata dal comandante Gianluca Ossignuolo, analizza le immagini della videosorveglianza urbana per identificare il responsabile. Gli agenti intendono procedere con azioni legali secondo quanto previsto dal codice civile e penale.
“Il Grande Gioco” trasforma un simbolo dell’infanzia in una denuncia netta: il soldatino, ingrandito fino a scala umana, perde ogni leggerezza e richiama l’irreversibilità della guerra. L’opera ribalta la logica del gioco, dove ogni pedina può rialzarsi, e costringe il pubblico a confrontarsi con una realtà che non concede seconde possibilità.
Il sindaco Antonio Capone esprime fiducia nelle forze dell’ordine e condanna con fermezza il gesto: “Individueremo l’autore di questo atto. Colpisce che qualcuno abbia scelto proprio un’opera che denuncia la guerra. L’arte continua a provocare e insegnare, anche davanti a episodi di violenza insensata”.
Nonostante l’accaduto, il Comune conferma il programma: alle 16 di domani il lungomare ospiterà il vernissage delle mostre curate da Michele Citro. L’amministrazione punta a trasformare l’episodio in un momento di riflessione collettiva, senza permettere che un singolo gesto comprometta il legame storico tra la città e l’arte.
Maiori, ancora una volta, reagisce. E sceglie di difendere la cultura anche quando qualcuno tenta di metterla a terra.



