Il docente di Marketing: “Sostenibilità finanziaria e crescita. L’università pubblica italiana è un’università in cambiamento. Tante le sfide con cui dobbiamo misurarci, trasformandole in opportunità”
È stato eletto nel Consiglio di Amministrazione dell’università di Salerno il professore Francesco Polese. Si consolida, così, l’organigramma di ateneo per i prossimi anni, colmando il vuoto lasciato dalle dimissioni di Paola Adinolfi, attuale presidente della Fondazione Unisa. «Sono entusiasta e non vedo l’ora di iniziare ad affrontare questo nuovo ruolo, per offrire un contributo critico costruttivo. La solidità economica finanziaria di un grande ateneo meridionale è un tema fondamentale, che deve essere affrontato con la consapevolezza che ogni scelta ha una ricaduta sul bilancio pluriennale, con una visione chiara di crescita che l’università di Salerno merita», sottolinea il docente, ordinario di Marketing presso il Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione.
Professore Polese lei è stato eletto con 330 preferenze rispetto alle 98 della sua competitor, su 498 aventi diritto al voto. Quali sono le emozioni che accompagnano questo nuovo incarico?
«Sono molto gratificato delle tante preferenze ricevute. Entusiasmo, felicità, ma anche senso di responsabilità».
Perché questo ruolo è così importante, inserito all’interno della nuova visione di un ateneo che vuole ritornare a dialogare con i territori e ad imporre anche la sua presenza?
«Siamo all’inizio di un nuovo rettorato che ha dichiarato, fin da subito, l’importanza di relazionarsi con il territorio e con i key player territoriali. Il consiglio di amministrazione non è un organo politico, al contrario del Senato Accademico. La sensibilità verso il territorio e il mondo delle imprese è molto alta e deve interpretarla al meglio, in un’ottica di risultati, di performance e di sostenibilità finanziaria, che è il focus del cda nell’attuare le delibere. La virtuosità finanziaria è fondamentale».
Spesso, in ambito nazionale, si evidenzia la paura di un de-finanziamento dell’università pubblica italiana. È un rischio possibile? Anche per l’ateneo di Salerno che esprime una gestione virtuosa?
«Siamo un’importante università pubblica, con un campus che amiamo e che rappresenta un plus nella nostra offerta formativa. La virtuosità finanziaria e il sostegno all’università pubblica sono sotto l’occhio attento del cda. Un ateneo attento ai percorsi virtuosi, anche nel reperimento e nell’acceso a risorse esterne, con una terza missione che le consente di attrarre fondi aggiuntivi a quelli ministeriali, distribuiti alle università su una serie di parametri. L’università pubblica italiana è un’università in cambiamento, nel rapporto anche con la telematica, l’internazionalizzazione, il digitale, l’intelligenza artificiale. Sono sfide con cui dobbiamo misurarci provando a trasformarle in opportunità. Sono molto ottimista, sia di carattere che nell’impostazione professionale. L’ottimismo spinge a raggiungere obiettivi di crescita per l’ateneo».
Lei è un docente di management. Nel Marketing uno degli elementi fondamentali è l’attrattività. Come è possibile rendere Unisa ancora più attrattiva?
«Questo ateneo, strutturato su due campus universitari, rappresenta un unicum. Sono convinto che abbiamo un’offerta di qualità. Il messaggio importane è comunicare questa qualità, corroborarla, investire affinché i nostri interlocutori, le scuole sostanzialmente, possano essere a conoscenza del nostro valore aggiunto nella formazione. Il campus è un elemento di forza, una condizione strutturale che ci arricchisce, su cui puntare. I nostri laboratori, le biblioteche, le aule, sono luoghi di contaminazione interculturale preziosissimi per i nostri ragazzi. Nei nostri corridoi, a mensa, c’è un incrocio di saperi. Dobbiamo comunicare ancora meglio la nostra proposta culturale e formativa alle famiglie e ai contesti sociali che ci circondano: mi piacerebbe che i genitori trasferissero ai propri figli il sogno di iscriversi all’università di Salerno per entrare nel mondo del lavoro. Abbiamo inoltre tantissime imprese: noi ci sforziamo di creare un circuito di comunicazione di cui noi siamo un medium, tra giovani e lavori. La nostra priorità è questa».



