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Al via la I edizione del Premio letterario di scrittura estemporanea “Aniello Giordano”

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Parte la prima edizione del Premio letterario di scrittura estemporanea “Aniello Giordano”, un’iniziativa dedicata alle studentesse e agli studenti della provincia di Salerno nel segno della legalità e della memoria delle vittime innocenti delle mafie.

Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie promuove il Premio insieme al Presidio di Libera a Eboli “Aniello Giordano” e ai Coordinamenti della provincia di Salerno e della Campania. Collaborano all’iniziativa il Liceo Scientifico Antonio Gallotta di Eboli e il Liceo Classico Tito Lucrezio Caro di Sarno. L’Ordine dei Giornalisti della Campania concede il patrocinio.

Il Premio ricorda Aniello Giordano, appuntato della Polizia di Stato in pensione originario di Sarno, vittima innocente della criminalità organizzata. L’iniziativa vuole valorizzare i principi di legalità e giustizia ai quali Giordano ha dedicato la propria vita.

Il concorso coinvolge studentesse e studenti delle classi terze, quarte e quinte degli istituti secondari di secondo grado della provincia di Salerno. Le scuole selezionano i partecipanti e inviano le iscrizioni entro il 31 marzo 2026. L’organizzazione non richiede alcuna quota di partecipazione.

La prova prevede la scrittura di un racconto breve su uno dei temi indicati dalla commissione giudicatrice. Gli studenti affronteranno la prova il 14 aprile 2026 nelle sedi del Liceo Scientifico “Antonio Gallotta” di Eboli e del Liceo Classico “Tito Lucrezio Caro” di Sarno.

La giuria assegnerà premi in denaro ai primi tre classificati. Alcune menzioni speciali garantiranno buoni libro. La cerimonia di premiazione riunirà rappresentanti delle istituzioni, della scuola, della cultura e delle forze dell’ordine nel corso di un evento pubblico.

Il Premio intende rafforzare il ruolo della scuola come luogo di formazione integrale della persona e offrire alle nuove generazioni strumenti per comprendere la complessità del presente, sviluppare senso di giustizia e diventare protagoniste e protagonisti di una società libera dalle mafie.

I figli di Aniello Giordano, Michele, Antonio e Lucia, sottolineano il valore dell’iniziativa: la memoria delle vittime innocenti delle mafie non coincide con un ricordo compassionevole, ma rappresenta la celebrazione di un impegno civile collettivo che rifiuta la violenza.

Un principio che richiama anche il pensiero di Antonino Caponnetto, storico capo del pool antimafia di Palermo: la mafia teme la scuola più della giustizia, perché l’istruzione sottrae terreno alla cultura mafiosa.

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