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Teatro, memoria e verità: “La stanza di Agnese” apre uno squarcio nella storia italiana

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Sabato 7 marzo alle ore 21:00 il palco del Teatro La Locandina ospiterà La stanza di Agnese, intenso lavoro scritto e interpretato da Sara Bevilacqua, proposto dall’associazione culturale La Maison des Artistes all’interno della rassegna teatrale Æssenze 2025/2026.

Lo spettacolo, prodotto da Meridiani Perduti in collaborazione con la Scuola Antonino Caponnetto, è dedicato alla memoria del magistrato Paolo Borsellino. L’opera ha ricevuto il prestigioso Eolo Award 2024 per la migliore interpretazione, riconoscimento assegnato proprio a Bevilacqua.

A oltre trent’anni dalla Strage di Via D’Amelio, la ferita resta aperta nella coscienza civile del Paese. Tra indagini, processi e depistaggi, la ricerca della verità continua a interrogare la storia recente d’Italia. La stanza di Agnese si inserisce in questo solco, restituendo uno sguardo intimo e umano su una vicenda spesso raccontata solo nei suoi contorni giudiziari.

Il racconto prende avvio nel 2010, quando Agnese Piraino Leto, segnata dalla malattia e dal peso della memoria, riceve una telefonata dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. «Via D’Amelio è stata un colpo di Stato», afferma Cossiga. Parole che aprono una voragine nei ricordi e riportano Agnese all’inizio della sua storia con Paolo.

Da quel momento prende forma una narrazione privata e insieme collettiva: la giovane donna cresciuta nell’alta borghesia palermitana incontra il giovane pretore di Mazara del Vallo e scopre una Palermo meno luminosa ma più vera. Seguono gli anni del matrimonio, la nascita dei figli, la vita quotidiana segnata dall’impegno nella lotta alla mafia.

Sul palco emergono i momenti più drammatici: la perdita di amici e colleghi, la presenza costante della scorta diventata famiglia, la difficoltà dei figli di convivere con una vita sotto minaccia. Ma accanto alla tragedia prende spazio anche il lato più umano di Borsellino: l’ironia, il gioco, il “babbìo”, la leggerezza che resiste anche nei giorni più duri.

Il racconto attraversa l’esperienza del pool antimafia accanto a Giovanni Falcone fino alla sua morte e al senso di tradimento provato verso chi avrebbe dovuto combattere la stessa battaglia.

Più che un monologo, lo spettacolo diventa un dialogo ideale tra Agnese e Paolo: un confronto che continua tra memoria, amore e indignazione civile. Il lavoro nasce da una ricerca accurata, realizzata anche grazie al contributo dei figli del magistrato — Lucia, Manfredi e Fiammetta Borsellino — e del fratello Salvatore.

L’appuntamento si inserisce in un mese di marzo dedicato alle voci femminili. La rassegna proporrà anche Diatriba d’amore contro un uomo seduto di Gabriel García Márquez e Sottosopra, scritto e interpretato da Gea Martire.

Teatro civile, memoria storica e sensibilità femminile si incontrano così in una serata che promette di essere, prima ancora che spettacolo, un atto di coscienza collettiva.

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