A Capaccio Paestum, Paestum Energia Futura Srl propone un impianto a biometano in Via Gaiarda per affrontare l’emergenza dei reflui zootecnici nella Piana del Sele. L’iniziativa punta a trasformare un problema ambientale in una risorsa per il territorio, producendo energia rinnovabile e fertilizzanti naturali.
La Piana del Sele ospita circa 180.000 bufale, con oltre 40.000 nel solo territorio di Capaccio Paestum. La produzione giornaliera di reflui supera i 3 milioni di chili, rendendo insufficiente la gestione tradizionale tramite spandimento. L’area è classificata Zona Vulnerabile ai Nitrati e la normativa europea limita l’azoto a 170 kg per ettaro all’anno, mentre la Regione Campania impone un massimo di tre capi per ettaro.
Paestum Energia Futura Srl realizzerà un impianto capace di trattare 77.900 tonnellate annue di matrici organiche, tra cui 58.400 tonnellate di letame di bufala e 10.000 tonnellate di liquame bovino. La digestione anaerobica produrrà oltre 5 milioni di metri cubi di biometano, alimentando un cogeneratore da 625 kW per energia elettrica e termica interna, senza bisogno di allacciamenti esterni. Le strutture saranno completamente chiuse, monitorate con sensori, torcia di emergenza e sistemi di abbattimento delle emissioni.
Il progetto gode del sostegno della Cooperativa Agricola Paestum di Spinazzo, composta da circa 200 soci tra agricoltori e allevatori. L’obiettivo è creare un modello di economia circolare che riduca l’impatto ambientale dei reflui bufalini, trasformandoli in fertilizzanti naturali e biometano.
La Regione Campania ha previsto un piano da 200 milioni di euro per la realizzazione di 50 impianti a biometano, con la possibilità di coprire fino al 40% degli investimenti tramite fondi PNRR. L’iniziativa di Paestum Energia Futura Srl contribuisce a colmare il gap nel Mezzogiorno, dove solo il 16% dei reflui zootecnici viene trattato in biodigestori, rispetto al 70% del Nord Italia



