Una nuova governance nazionale vuole riportare alla guida dei commercialisti colleghi che vivono ogni giorno la professione. In altre parole, professionisti che conoscono le difficoltà degli studi e scelgono il servizio alla categoria. Non cercano carriere personali, ma responsabilità condivise.
Su questa visione, dunque, nasce una lista per le elezioni del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili. Il progetto riceve il sostegno di Mario Civetta, già presidente dell’ODCEC di Roma, e di Luca Asvisio, presidente uscente dell’ODCEC di Torino. Inoltre, appoggia l’iniziativa anche Salvatore Giordano, past president dell’ODCEC di Salerno.
Il progetto poggia, quindi, su quattro pilastri chiari: difesa della dignità costituzionale della professione, servizi concreti per gli iscritti, attenzione ai giovani e rigore nella gestione delle risorse. In sintesi, l’obiettivo consiste nel costruire un Consiglio Nazionale vicino ai territori e capace di dare risposte rapide.
Per quanto riguarda la visione politica, la proposta segna una netta rottura con la governance uscente. In primo luogo, il programma affronta il tema del lavoro del commercialista di base. La lista critica i modelli fondati su elenchi d’élite, come quello sul Tax Control Framework. Di fatto, quel sistema coinvolge poche decine di professionisti su oltre 120 mila iscritti.
Al contrario, il progetto punta al riconoscimento di esclusive di mercato. Infatti, il commercialista svolge un ruolo di garanzia nella tutela del risparmio. Lo dimostrano il percorso di studi, l’Esame di Stato e gli obblighi formativi, che assicurano qualità e competenza.
In secondo luogo, emerge il tema della riforma della professione. I promotori propongono un nuovo testo condiviso. A tal fine, l’iter prevede una Assemblea costituente. Successivamente, ogni articolo dovrà essere discusso e verificato nel merito.
Parallelamente, ampio spazio trova il capitolo dei servizi. Il Consiglio Nazionale dovrà fornire piattaforme software dedicate. In questo modo, i professionisti potranno ridurre la dipendenza dalle software house. Inoltre, il programma include strumenti per la gestione degli studi, misure di welfare e supporto finanziario. Prevede anche polizze assicurative collettive e formazione annuale gratuita abilitante.
Allo stesso tempo, la lista chiede una tutela rafforzata per i piccoli Ordini territoriali. Per questo motivo, propone che l’Assemblea dei Presidenti approvi i bilanci. Questa funzione non resterà concentrata esclusivamente nel Consiglio Nazionale.
Grande attenzione riguarda, poi, la gestione economica. I fondi del Consiglio Nazionale derivano dai contributi degli iscritti. Pertanto, il progetto promette rigore, risparmi, riduzione dei costi di struttura e nessuno spazio per sprechi o spese superflue.
«Ho scelto di sostenere questa lista perché ne condivido i principi», afferma Salvatore Giordano. «Oggi più che mai, la categoria non può accettare decisioni calate dall’alto». Secondo Giordano, serve una guida composta da colleghi che ascoltino la base. Occorre una squadra coesa e non una gestione personalistica.
Infine, Giordano sottolinea gli effetti concreti del progetto. L’ascolto dei territori ridurrà i costi degli studi e rafforzerà le esclusive professionali. Di conseguenza, la professione tornerà più attrattiva per i giovani. Il programma prevede un rimborso spese per i praticanti. In tal modo, i giovani potranno dedicare tempo qualificato alla formazione e maturare un legame solido con la professione.
«Le elezioni si vincono con il consenso degli Ordini territoriali», conclude Giordano. In definitiva, i comunicati plebiscitari appaiono folkloristici rispetto a una realtà che cambia rapidamente e che richiede scelte condivise.



