La Commissione referendaria istituita presso il Comune di Maiori ha dichiarato oggi, nelle prime ore del pomeriggio, la non ammissibilità del referendum abrogativo relativo al progetto del tunnel e del depuratore.
Una decisione motivata da un quadro articolato di rilievi giuridico-amministrativi. In primo luogo, l’istanza è stata ritenuta tardiva rispetto allo stato di avanzamento delle procedure: gli iter delle due opere avevano già compiuto passaggi formali e sostanziali tali da renderne l’interruzione non priva di conseguenze rilevanti per l’ente.
Elemento dirimente è stato inoltre l’assenza, al momento della richiesta, di un regolamento comunale vigente che disciplinasse il referendum abrogativo. Un vuoto normativo che, sotto il profilo strettamente tecnico, ha inciso in maniera determinante sulla valutazione di inammissibilità.
La Commissione ha poi richiamato i principi costituzionali e quelli fissati dal Testo Unico degli Enti Locali in materia di buon andamento e di equilibrio finanziario. L’eventuale blocco delle opere, è stato evidenziato, avrebbe comportato oneri tali da esporre il Comune al rischio di dissesto. In questa prospettiva, la tutela dell’equilibrio di bilancio — principio costituzionalmente garantito — è stata ritenuta prevalente.
La pronuncia giunge al termine di quattro riunioni avviate dal primo dicembre, anche prima del dispositivo del giudice ordinario di Salerno che aveva dichiarato cessata la materia del contendere sul referendum promosso dal comitato. L’organismo, composto da tre membri laici tra ex magistrati, oltre a un rappresentante della maggioranza e uno dell’opposizione consiliare, ha quindi stabilito che il quesito, così come formulato, non è ammissibile.
Il sindaco Antonio Capone ha parlato di «un punto di chiarezza, non di una vittoria». Secondo il primo cittadino, la decisione restituisce un quadro oggettivo su una vicenda che negli ultimi mesi sarebbe stata raccontata in modo parziale, evitando di trasformare un’opera pubblica in terreno di scontro pre-elettorale.
Capone ha inoltre precisato che il progetto della galleria Maiori-Minori si trova ancora in fase embrionale e che restano aperti passaggi fondamentali. «Vigileremo — ha assicurato — e, se necessario, ci opporremo qualora non vengano recepite le prescrizioni già formulate, in particolare sull’uscita della galleria nel territorio di Minori».
Per l’amministrazione, la decisione rappresenta dunque un chiarimento istituzionale su tunnel e depuratore; per la città, si apre ora una fase in cui il confronto dovrà misurarsi con dati tecnici, vincoli normativi e sostenibilità finanziaria.



