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martedì, 10 Febbraio, 2026
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Pompei, le guide turistiche contro la chiusura della postazione: ricorso al Tar e presidio di protesta

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Le guide turistiche che operano in Campania reagiscono alla decisione del direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Dopo quindici anni, il Parco ha chiuso la postazione riservata alle guide all’interno degli scavi. La categoria risponde con due iniziative: un ricorso al Tar e un presidio di protesta.

Il presidio è in programma venerdì 13 febbraio. Le guide si riuniranno dalle ore 11 alle 13 a piazza Esedra, nell’area di Porta Marina Inferiore.

Le associazioni di categoria contestano soprattutto le modalità della comunicazione. La direzione del Parco ha trasmesso la decisione con una nota interna indirizzata al concessionario Opera Laboratori Fiorentini, responsabile della supervisione del servizio. Le guide hanno appreso la notizia solo verbalmente e alla vigilia di Natale.

I rappresentanti della categoria hanno chiesto un incontro urgente. Il confronto si è svolto il 30 dicembre con un funzionario del Parco e un referente dell’ufficio legale. Da quell’incontro è arrivata una proroga limitata fino al 6 gennaio, ultimo giorno di apertura ufficiale della postazione.

“Tali scelte incidono negativamente sulle condizioni di lavoro, sulle prospettive occupazionali e sulla qualità del servizio”, afferma Francesco Di Rienzo, segretario della Filcams Cgil Napoli. In una nota inviata al direttore Zuchtriegel, Di Rienzo sottolinea anche il danno per una categoria di professionisti abilitati a livello nazionale. La decisione, secondo il sindacato, mette a rischio un rapporto costruito in quindici anni di collaborazione.

“Abbiamo raccontato questa vicenda con qualche settimana di ritardo perché speravamo in un’apertura”, spiega Susy Martire, presidente dell’associazione Guide turistiche Campania. “La direzione del Parco, invece, ha ribadito la propria posizione”.

Martire segnala anche un nuovo problema. In biglietteria, le guide hanno scoperto il ripristino del biglietto nominativo, già eliminato in passato dopo le proteste della categoria. Oggi, inoltre, le guide devono dichiarare a ogni ingresso se lavorano o se si trovano nel sito per formazione. “È una procedura anomala, applicata solo a Pompei e senza alcuna comunicazione ufficiale”, aggiunge.

La Filcams Cgil Napoli e le sigle più rappresentative – AGTC, Uiltucs Campania, Federagit Confesercenti Campania, AGTA, Confguide Campania, Confsal, CGIL e ANGT – contestano l’intera procedura. Le organizzazioni hanno presentato il ricorso al Tar il 29 gennaio. I contenuti dell’azione legale verranno illustrati durante il presidio di venerdì.

I rappresentanti denunciano anche una mancanza di rispetto verso i lavoratori e verso i visitatori. Secondo le guide, il Parco non ha considerato le ricadute dei provvedimenti sulla fruizione del sito.

Il Parco archeologico ha istituito la postazione delle guide nel 2010, durante il commissariamento. L’obiettivo era riorganizzare il servizio agli ingressi e migliorare l’esperienza di visita. Il servizio offriva ai turisti visite nella propria lingua. Con il tempo, la postazione è diventata anche una stabile opportunità lavorativa.

“Protestiamo per il disagio che stiamo vivendo e per il muro che abbiamo davanti”, riprende Martire. “Chiediamo il ripristino del servizio di visite guidate agli ingressi. Vogliamo almeno un tavolo di confronto con i rappresentanti di categoria. Chiediamo anche rispetto e comunicazioni chiare”.

Sulla stessa linea Giovanni Tramparulo, rappresentante Confsal. “La mancanza di rispetto verso i professionisti e verso i visitatori non è più accettabile”, dichiara. “Pompei vive grazie a chi la racconta. Colpisce l’assenza di empatia, soprattutto nel periodo natalizio. Sorprende ancora di più perché arriva da chi in passato ha fatto della sensibilità il proprio tratto distintivo”.

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