Un confronto lungo, diretto e partecipato ha animato uno degli appuntamenti di Futura 2030, laboratorio di formazione e riflessione politica che punta a riportare il dibattito pubblico nei territori e tra le persone. In questa occasione sono stati intervistati l’On. Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei Deputati ed ex Ministro dell’Ambiente, e Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo.
Dialogo continuo, a stretto contatto con i cittadini, ha dato vita a un legame autentico e inaspettato. Un’esperienza che ha incarnato pienamente la filosofia politica di Sergio Costa, da sempre convinto che la politica debba essere vissuta più che raccontata: meno televisione e più tempo condiviso, più sguardi incrociati, più empatia.
«La democrazia è faticosa, e va vissuta. E io la voglio vivere», ha sottolineato Costa, ribadendo una visione della politica come servizio e responsabilità, non come strumento di tornaconto personale.
Al centro del confronto, il rapporto tra politica e territorio, la tutela e valorizzazione ambientale e il ruolo strategico dei giovani. Costa ha ricordato la proposta di legge da lui depositata nei mesi scorsi, che mira a una revisione complessiva del concetto di aree tutelate, con l’obiettivo di coniugare la salvaguardia della biodiversità con uno sviluppo realmente green dei territori. In questo quadro, il Cilento è stato indicato come un’area dalle potenzialità enormi, ma ancora frenata da un forte individualismo politico. La mancanza di una visione condivisa e di una “massa critica” capace di lavorare insieme rischia di creare spaccature che, secondo Costa, sono ancora risolvibili attraverso collaborazione e progettualità comune.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle politiche giovanili. Tra i temi affrontati, la necessità di aiuti pubblici concreti, come finanziamenti a fondo perduto per attività produttive destinate ai giovani fino ai 34 anni, misure già adottate in altri Paesi europei e ancora troppo deboli in Italia. Per Costa, la vera sfida è prima di tutto umana: vivere una vita da mettere a disposizione degli altri e fare politica come servizio.
Nel suo intervento, il Presidente della Fondazione Dario Vassallo ha ribadito il senso profondo di Futura 2030 come “scuola” che porta nei territori persone ed esperienze di vita capaci di parlare ai giovani e alla comunità. La politica, secondo Vassallo, è avvicinare la gente a chi opera concretamente per il bene del Paese, essere per la gente e tra la gente.
Futura 2030 si configura così come un laboratorio esperienziale, uno spazio in cui raccontare una politica fatta da persone realmente impegnate.
Dal confronto è emersa anche una riflessione critica sul Sud: le sue principali fragilità non risiedono nella mancanza di risorse, ma nella debolezza del dibattito politico e nella scarsa partecipazione pubblica. Si è progressivamente persa la consapevolezza delle ricchezze presenti sul territorio, soprattutto quando manca studio, conoscenza e una prospettiva condivisa.
Futura 2030 continuerà il suo percorso con nuovi eventi e altre personalità, confermandosi come uno spazio sperimentale per costruire e raccontare una politica diversa: più vicina, più competente, più umana.
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