«Tutti i progetti messi in campo dall’amministrazione hanno richiesto tempi burocratici diversi». È questa la premessa da cui parte il sindaco di Pagani, Lello De Prisco, nel chiarire le ragioni dei rallentamenti che hanno interessato alcune opere e iniziative comunali nel corso del mandato.
Secondo il primo cittadino, i primi due anni di amministrazione sono stati particolarmente complessi soprattutto per le conseguenze dirette della pandemia. «Non mi riferisco al dissesto – ha precisato – ma al Covid. Tra il 2020, il 2021 e buona parte del 2022 tutto si è fermato». Un periodo che, ha sottolineato, ha inciso in modo uniforme su tutti i Comuni italiani, ciascuno con problematiche e difficoltà differenti.
De Prisco ha ricordato che il mandato di un sindaco ha durata quinquennale e che lo Stato ha riconosciuto formalmente l’impatto dell’emergenza sanitaria, concedendo una proroga di sei mesi. Una decisione che, ha evidenziato, non nasce da valutazioni personali ma da una presa d’atto istituzionale. «Non lo dice Lello De Prisco – ha affermato – ma l’ANCI, su richiesta dei sindaci di tutta Italia. Il Governo ha riconosciuto che in quel periodo l’attività amministrativa si è inevitabilmente arrestata».
Il sindaco ha quindi ribadito la necessità di contestualizzare l’azione amministrativa alla luce di quel biennio straordinario, sottolineando come ignorare l’effetto della pandemia significhi fornire una rappresentazione non veritiera dei fatti. «Chi non prende atto di questa realtà – ha concluso – mente sapendo di mentire».
Un richiamo, dunque, alla correttezza dell’analisi politica e amministrativa, che invita a valutare tempi e risultati tenendo conto delle condizioni eccezionali in cui gli enti locali si sono trovati ad operare.
Ascolta l’intervento a partire dal minuto 19:40.



