Un dialogo intenso, ricco di visioni e responsabilità condivise: è quello che la nostra giornalista ha avuto con Concita De Luca, presidente della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, che racconta il senso profondo del progetto Eleuteria, la rete nata per diffondere cultura, strumenti e consapevolezza nella lotta contro la violenza di genere.
Secondo Concita De Luca, la forza del progetto risiede soprattutto nel metodo: “Siamo riusciti a costruire una rete vera, mettendo attorno allo stesso tavolo tutti gli attori di un ecosistema che da anni opera sul territorio: professionisti, istituzioni, scuole, associazioni. Realtà diverse, con competenze complementari, che oggi condividono una stessa visione e uno stesso obiettivo”. Una rete che affronta non solo la violenza maschile sulle donne, ma anche fenomeni spesso taciuti come le violenze dei figli sulle madri, dinamiche familiari complesse e ancora poco riconosciute.
Durante la diretta è stato presentato anche un dépliant, distribuito nelle scuole e concepito come bussola per orientarsi tra i diversi tipi di violenza, dal linguaggio tossico ai comportamenti controllanti. Nel suo impegno, Concita De Luca porta con sé un ricordo: quello delle 26 ragazze nigeriane giunte senza vita a Salerno il 4 novembre 2017, vittime di un viaggio segnato da violenze. È un ricordo che De Luca richiama spesso, perché per lei rappresenta una responsabilità collettiva. “Essere 26 – sottolinea – significa riconoscere l’estensione globale della violenza, assumersi il dovere di guardare la realtà senza voltarsi dall’altra parte. Quelle giovani donne incarnano tutte le vite spezzate che non hanno potuto raccontarsi”. Una memoria che si traduce in impegno quotidiano: “Gli strumenti che creiamo servono a ricordare che il cambiamento nasce dalla consapevolezza. L’altro non è una minaccia, ma una risorsa. Solo così possiamo spezzare la logica della violenza”.
Quando si parla di violenza, osserva De Luca, il pensiero va subito alla violenza fisica, quella più immediatamente riconoscibile. Ma la violenza ha molte altre forme meno visibili: quella psicologica, quella verbale, quella economica. “Sono dimensioni diverse, ma profondamente intrecciate: spesso una apre la strada all’altra”, spiega. E saperle riconoscere è il primo passo per proteggersi e chiedere aiuto.
Alla domanda sulla sua missione personale alla guida della Commissione Pari Opportunità, De Luca risponde con un obiettivo chiaro:
“Voglio fare in modo che ogni donna si senta libera, consapevole del proprio valore. Non basta parlare di empowerment femminile: dobbiamo realizzarlo nella vita reale, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni, nelle scelte di ogni giorno”.
Infine De Luca aggiunge: “Non possiamo parlare di violenza solo il 25 novembre. La prevenzione è un processo continuo. È un lavoro culturale che deve diventare quotidiano”.
Di seguito l’intervista completa:



