martedì, 23 Aprile, 2024
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Salerno, Tommasetti: “Città senza guida, tra degrado ambientale e caos cantieri”

Aurelio Tommasetti, consigliere regionale della Campania della Lega, in merito alle
tante emergenze e contraddizioni, di varia natura, che affliggono la città di Salerno,
oggetto di numerose e ripetute segnalazioni da parte dei residenti, ha dichiarato:

«La situazione è preoccupante e in effetti è sufficiente frequentare la città per rendersi
conto dello stato di abbandono e degrado che interessa tanto il centro quanto le zone
periferiche. L’ultima trovata, che racconta molto della confusione
amministrativa, è la sovrapposizione tra i lavori di riqualificazione del corso principale e
l’installazione delle “Luci d’Artista”. Senza neanche entrare nel merito degli interventi, il
grosso problema è la mancanza assoluta di organizzazione: proprio nel periodo dell’anno
che la stessa amministrazione considera fondamentale dal punto di vista turistico ci
ritroveremo con un cantiere e scavi proprio nel cuore della città. Questo per una serie di
problemi rilevati dopo l’inizio dei lavori, ma il punto è un altro: era così difficile evitare un
accavallamento che rischia di causare disagi per mesi
?».


E sulla questione ambientale ha aggiunto:

«Ancora in questi giorni ci giungono notizie tutt’altro che positive dalla
zona orientale, dove spuntano in continuazione microdiscariche a cielo aperto che, oltre a
deturpare il paesaggio, possono avere conseguenze igieniche da non sottovalutare.
Troppo facile dare la colpa agli incivili, che pure vanno perseguiti: la verità è che il territorio
è abbandonato e nulla si fa per prevenire le emergenze, come i rifiuti e il verde pubblico
senza manutenzione. Non possiamo consentire che in un quartiere di Salerno, che tutti
vogliamo città veramente europea, gli abitanti scoprano di avere i topi sul balcone”.
Tommasetti non vede vie d’uscita: “La città non ha un reale timoniere e manca la
consapevolezza su come affrontare i problemi. Si arriva sempre in ritardo, sulla base
dell’emergenza, e a pagare è la collettività. Ma augurarsi un cambio di passo, a questo
punto, è totalmente illusorio. Serve piuttosto un ricambio di classe dirigente
».

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