martedì, 23 Aprile, 2024
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È morto Matteo Messina Denaro

È ufficialmente deceduto il boss di Castelvetrano, 61 anni, all’ospedale dell’Aquila, dove era ricoverato dallo scorso agosto nel reparto detenuti perché affetto da un tumore al colon.

Da alcuni giorni, a causa dell’aggravarsi della malattia, il capomafia era stato dichiarato in coma irreversibile, e alla richiesta di non volere subire alcun accanimento terapeutico, i medici gli avevano sospeso l’alimentazione.

Uomo chiave del biennio stragista 1992-1993, era ritenuto vicinissimo a Totò Riina e, quindi, conoscitore di oscuri e importanti pezzi della trattativa Stato-mafia.

Latitante dal giugno del 1993, l’anno delle bombe in Continente, Messina Denaro è stato l’ultimo boss delle stragi a finire in carcere dopo Totò Riina, i fratelli Giuseppe e Filippo GravianoLeoluca BagarellaNitto Santapaola e Bernardo Provenzano.

Così come quelli che l’hanno preceduto, ‘u Siccu, arrestato dopo 30 anni dai carabinieri del ROS lo scorso 16 gennaio, non ha mai accettato di collaborare con la magistratura e raccontare come andarono le cose su quel biennio a colpi di tritolo che ha cambiato la storia d’Italia.

Sebbene in quattro occasioni abbia accettato di rispondere ad alcune domande di Maurizio De Lucia e Paolo Guido, i magistrati che l’hanno arrestato, nel tentativo di ridimensionare le sue responsabilità su alcuni delitti per cui è stato condannato.

Neppure quando era in fin di vita, dunque, ha voluto svelare i segreti di un periodo storico che ha certamente segnato la storia d’Italia: dai mandanti delle stragi ai documenti scomparsi dal covo di Riina.

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