lunedì, 3 Ottobre, 2022
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Legambiente: presentata l’Agenda ai partiti

Nella giornata di ieri, l’associazione ambientalista Legambiente ha inviato ai partiti della prossima legislatura l’Agenda, un documento suddiviso in 20 aree tematiche, che prevede riforme e interventi sulla transizione ecologica e che hanno al centro la lotta alla crisi climatica, l’innovazione tecnologica, il lavoro e l’inclusione sociale.

Sono 100 in totale le proposte di riforme e interventi che Legambiente ha inserito, i cui contenuti si traducono in:

  1. nuove leggi da approvare, come quelle sull’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, sul consumo di suolo, sul riordino dei bonus edilizi, in materia di lotta alla gestione illecita dei rifiuti, alle illegalità lungo le filiere agroalimentari, e per la tutela della fauna e della flora protette;
  2. semplificazioni;
  3. velocizzazione degli iter autorizzativi, a partire dagli impianti a fonti rinnovabili e dell’economia circolare; 
  4. approvazione di decreti attuativi mancanti, da quelli sull’end of waste per il riciclo a quelli della legge di recepimento della direttiva RED II sulle rinnovabili, sull’agricoltura biologica o sui controlli del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA), solo per citarne alcuni.

L’Agenda, presentata oggi a Napoli dal presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e dal quello regionale Mariateresa Imparato, alla presenza dei rappresentanti dei principali partiti (Fratelli D’Italia, Pd, Lega, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Azione, Verdi, Sinistra Italiana, Impegno Civico), e a una rappresentanza delle imprese e delle principali associazioni di volontariato e del Terzo settore, riguarda anche azioni utili ad affrontare le storiche vertenze presenti nella nostra regione.

A partire dalla bonifica dei territori che vanno da Napoli Est a Bagnoli, alla Terra dei fuochi, fino al territorio del bacino idrografico del Sarno.

Proposte necessarie anche per completare quelle che rischiano di diventare invece “le eterne incompiute” nella nostra regione, dal ciclo di depurazione delle acque, a quello dei rifiuti, fino alle misure utili a migliorare la qualità dell’aria.

Tutti settori e materie che vedono la Campania bocciata dall’Europa e sotto procedura di infrazione con ripercussioni importanti per le tasche e la salute dei cittadini.

Infatti, come si evince nella nota, per rendere La Campania e il Mezzogiorno un vero e proprio hub nazionale della produzione di energie rinnovabili, occorre promuovere un programma straordinario di realizzazione di impianti a fonti rinnovabili, realizzando un numero considerevole di grandi impianti industriali e di comunità energetiche, sviluppando al massimo l’eolico a terra e offshore, il fotovoltaico sui tetti e sulle aree compromesse, il moderno agrivoltaico che garantisce l’integrazione delle produzioni agricole con quella energetica senza consumo di suolo.

Servono misure obbligatorie per migliorare la qualità dell’aria e liberare interi territori dal nemico invisibile, lo smog. Per questo bisogna sicuramente rafforzare il trasporto pubblico, perché la qualità dell’aria insieme a quella dell’abitare passa anche per l’efficientamento energetico delle abitazioni e degli edifici pubblici per bloccare sprechi e dispersioni di calore.

«L’agenda è una sfida politica per la nostra regione, perché mira a far diventare la transizione ecologica la nuova politica industriale del Paese, quella priva di ricatti per i cittadini, di scelte tra salute e benessere. Ci sono le soluzioni per cambiare il nostro modello economico e convertirlo. I della nostra regione vogliono giocare questa partita?» – afferma Mariateresa Imparato.

A queste parole si aggiungono quelle di Stefano Ciafani, che afferma: «Nei prossimi cinque anni il nuovo esecutivo non potrà permettersi gli errori commessi dal governo Draghi, che si è caratterizzato per una narrazione in negativo della “rivoluzione green”, paragonata a un bagno di sangue, per le politiche orientate alla diversificazione dei paesi da cui ci approvvigioniamo di gas fossile e non per quelle finalizzate alla riduzione delle bollette e della nostra dipendenza dall’estero, puntando su semplificazioni efficaci e iter autorizzativi veloci di impianti a fonti rinnovabili e dell’economia circolare, nuovi accumuli e reti. Da parte di tutti i partiti, a cominciare da quelli che sosterranno il prossimo governo, ci aspettiamo più coerenza rispetto allo storico voto unanime del febbraio scorso, che ha portato all’inserimento nella Costituzione della tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’interesse delle future generazioni».

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