giovedì, 17 Giugno, 2021
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Detrazioni fiscali nel modello 730/2021 e obbligo di tracciabilità

L’obbligo di tracciabilità come condizione essenziale ai fini delle detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi 2021 abbraccia la generalità degli oneri contenuti all’articolo 15 del TUIR, con la sola eccezione delle spese mediche sostenute presso strutture pubbliche o accreditate e delle spese per i farmaci da banco. Di seguito l’elenco delle spese principali che, se non pagate con carte o bancomat, non possono essere detratte nel modello 730/2021 e quindi non si può ottenere il rimborso IRPEF: affitto studenti fuori sede, abbonamento mezzi pubblici, prestazioni sanitarie effettuate presso strutture private non accreditate, spese sportive per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, spese scolastiche e universitarie, spese veterinarie, spese per l’assistenza personale di soggetti non autosufficienti, spese funebri. L’obbligo di documentare la tracciabilità delle spese mediche introdotto a partire dal 1° gennaio 2020 sta creando non poche difficoltà operative a professionisti e CAF nella raccolta dei documenti per la dichiarazione dei redditi viste le responsabilità per apporre il visto di conformità. La stretta sui mezzi di pagamento è stata introdotta nell’ambito della strategia di contrasto all’uso del contante. I contribuenti, per poter beneficiare della detrazione IRPEF devono utilizzare i seguenti mezzi di pagamento che assicurano la tracciabilità: bonifico bancario o postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. Con la Risposta ad Interpello n. 180 del 2020, l’Agenzia delle entrate esclude che il pagamento delle spese detraibili possa avvenire mediante circuiti di credito commerciali perché non ne garantiscono la tracciabilità. Non sono considerate tracciabili le spese pagate in contanti, con successivo rilascio di una ricevuta di pagamento da allegare alla fattura con indicazione dei dati del paziente, dei riferimenti del medico, della prestazione eseguita e della data. Con risposta ad Interpello n. 247 del 2020, sono invece ammesse le applicazioni di pagamento via smartphone, collegate ad un conto corrente e gestite da istituti di moneta elettronica autorizzati, a condizione che dalle rilevazioni contabili del conto corrente, o dalle transazioni della App stessa, sia possibile garantire la tracciabilità e l’identificazione dell’autore del pagamento al fine dei controlli. Con risposta ad interpello n. 431 del 2 ottobre 2020: Cosa accade se pago la mia prestazione con la carta di un familiare? L’Amministrazione finanziaria ha specificato che “l’onere possa considerarsi sostenuto dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa, non rilevando a tal fine l’esecutore materiale del pagamento, aspetto quest’ultimo che attiene ai rapporti interni fra le parti. Tuttavia, tenuto conto della ratio della disposizione in esame, occorre assicurare la corrispondenza tra la spesa detraibile per il contribuente ed il pagamento effettuato da un altro soggetto”. In definitiva, l’Agenzia delle entrate ha precisato che: La detrazione spetta al genitore che ha sostenuto la spesa nell’interesse del figlio anche nell’ipotesi in cui i documenti di spesa siano intestati all’altro genitore a condizione, tuttavia, che quest’ultimo sia fiscalmente a carico del genitore che ha sostenuto la spesa. Non è esclusa la possibilità che un genitore paghi la spesa del figlio a carico attraverso mezzi tracciabili collegati al conto corrente dell’altro genitore, purché la spesa sia effettivamente rimasta a carico di colui che beneficia della detrazione. Interpello: E’ sufficiente l’annotazione del pagamento tracciabile in fattura da parte di chi ha emesso il documento di spesa? Con Risposta n. 431 del 2 ottobre 2020, L’ADE ribadisce che “il contribuente dimostra l’utilizzo del mezzo di pagamento «tracciabile» mediante prova cartacea della transazione/pagamento con ricevuta bancomat, estratto conto, copia bollettino postale o del MAV e dei pagamenti con PagoPA. In mancanza, l’utilizzo del mezzo di pagamento «tracciabile» può essere documentato mediante l’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale, da parte del percettore delle somme che cede il bene o effettua la prestazione di servizio.” Pertanto, non sarebbe necessario esibire ricevuta bancomat, estratto conto, copia del bollettino postale o del MAV, sebbene sia consigliabile conservarne copia. Interpello: Lo scontrino emesso dal POS, anche se privo dell’intestatario del conto, può ritenersi un documento sufficiente ai fini della detrazione? In assenza di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, si ritiene che lo “scontrino bancomat” non costituisca documentazione sufficiente al fine di comprovare l’utilizzo del metodo tracciabile, non riportando i dati dell’esercente, né quelli dell’intestatario del conto corrente di riferimento.

Dott.  AndreaPerrino

Commercialista con studio in Angri

Tributarista – Revisore Legale dei Conti

Revisore degli Enti Locali

Docente formazione professionale

Giornalista Pubblicista

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