mercoledì, 2 Dicembre, 2020
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Vaccino Covid, l’europarlamentare Lucia Vuolo chiederà accesso agli atti a Ue ed aziende

“Se si parla di un vaccino per 500 milioni di persone, la trasparenza è un dovere. Se la salute pubblica è prioritaria, non esiste alcuna concorrenza e mercato che tenga.” Queste le parole dell’europarlamentare della Lega, Lucia Vuolo, che entra nella questione Sars-Cov2, la cui ricerca e vaccino rientra tra i temi principali della sessione plenaria dell’Europarlamento di Bruxelles che ancora una volta si svolge in forma ridotta e da remoto. Nella mattinata di oggi, giovedì 12 novembre, sono state discusse le priorità e le azioni Ue che riguardano il settore sanitario, da attuare attraverso il programma Eu4Health. In discussione anche i criteri e le condizioni per l’acquisto da parte dell’Ue dei vaccini Covid-19 e il loro accesso, sulla quale è intervenuta anche l’europarlamentare leghista Lucia Vuolo: “Tanti soldi, ma poche spiegazioni. Stiamo chiedendo trasparenza e rigore, ma sulla prima richiesta otteniamo risposte vaghe, tranne sui costi e un successo valutato fino al 90%. Qui a Bruxelles ci fanno capire che la troppa trasparenza degli accordi tra Ue e Aziende farmaceutiche metterebbe a rischio la tenuta della concorrenza tra le aziende. Perché? Cosa è accaduto? Due giorni fa l’annuncio della Commissione: 300 milioni di euro per la ricerca che sta portando al vaccino, questa volta alla Pfizer. È la terza azienda contattata (e pagata in tempi brevi) per la ricerca sul virus – sottolinea l’europarlamentare -. Ben venga la ricerca, ben venga il supporto e soprattutto ben vengano in vaccini. L’obiettivo è comune a tutti noi: abbattere il Covid-19. Ma questo non vuol dire che, in emergenza, tutto sia ammissibile. Esattamente come avviene per i progetti sostenuti da Horizon Europe. – conclude Lucia Vuolo – Chiederò trasparenza e accesso agli atti tanto alla Commissione europea quanto alle aziende. A maggior ragione perché sono tanti soldi e soprattutto tanti cittadini: 500 milioni di europei. Ho sempre pensato che il mettere in rete, condividere la ricerca fosse un modo semplice e costruttivo per lavorare per il bene comune. Ho la sensazione, però, che l’Europa sia di fatto il più grande cliente che le varie aziende farmaceutiche abbiano mai avuto. Anzi, 500 milioni di clienti, in una firma sola. Credo e sono certa della bontà delle scelte, ma se si parla di concorrenza, vuol dire che per noi cittadini il vaccino è una questione di vita, per le aziende è una questione diversa”.

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