sabato, 5 Dicembre, 2020
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“Una Campania che sia all’insegna della meritocrazia e non della fedeltà politica, della legalità e della trasparenza”: Valeria Ciarambino, neo candidata alla presidenza della Regione Campania, in diretta a Radio Base. L’attacco al governatore De Luca sulla Sanità

di Barbara Landi

«Lo spirito è fortemente combattivo. So bene che sarà una battaglia durissima è impegnativa. Ce la metterò tutta come ho sempre fatto, senza mai tirarmi indietro con umiltà in favore della comunità. Questa è una parola per me è fondamentale, voglio lavorare a testa bassa senza pensare alle percentuali, voglio farmi trovare pronta, al lavoro per la Campania, quando le “balle del governatore” si sgonfieranno perché sono balle raccontate sulla pelle dei cittadini. Desidero che il Movimento 5 Stelle possa guadagnarsi la fiducia di tutti quei cittadini e quelle persone di valore della Campania che non si riconoscono nello sceriffo con il lanciafiamme. Una Campania che sia all’insegna della meritocrazia e non della fedeltà politica, della legalità e della trasparenza per poter garantire le stesse opportunità a tutti e non solo agli amici degli amici”.

Descrive l’atteggiamento con cui si avvia alla campagna elettorale di Campania 2020 la consigliera Valeria Ciarambino, neo candidata alla presidenza della Regione, che sfiderà il governatore Vincenzo De Luca nella corsa a Palazzo Santa Lucia per il Movimento 5 Stelle, in diretta in #PrimoPiano a Radio Base.

«Provo molta gratitudine per chi ha scelto di rinnovare la propria fiducia in me e per questa grande responsabilità – sottolinea la candidata – Responsabilità che sento molto e che in questi cinque anni in consiglio regionale ho cercato di onorare, con lo stesso spirito di servizio. Una nuova sfida per la mia terra che vive una crisi peggiore di quella in cui eravamo alcuni mesi fa per colpa della dell’emergenza coronavirus. Ci sarà veramente tanto da lavorare per far risorgere questa nostra meravigliosa regione».

Negli scorsi mesi lei aveva fatto anche un passo indietro in favore del ministro Sergio Costa Ministro, il quale oggi le esprime il suo sostegno. Come vive questo capovolgimento di ruoli?

«La politica deve essere al servizio della gente, per migliorare la vita delle persone, non per rafforzare e consolidare sistemi di potere personale. A febbraio scorso ho scelto di mettere il bene della Campania prima di quello personale, seppur dopo 5 anni di battaglie in consiglio regionale. Ho voluto fare un passo indietro e proporre il nome di Sergio Costa, un servitore dello Stato e tra i migliori ministri della Repubblica Italiana, per far nascere un progetto ampio partecipato a cui potessero aggregarsi tutte le forze civiche e politiche sane della nostra regione che volevano finalmente liberare. Da decenni centrodestra e centrosinistra sono la stessa. Liberarla da questi personaggi che ne hanno fatto il loro Feudo personale, restituire pulizia, dignità » .

Quali sono state poi le evoluzioni?

«Questa mia proposta aveva suscitato grande adesione. Alcune forze politiche hanno poi preferito mettere i sondaggi prima del bene della Campania, hanno sottoscritto un patto di sangue con Vincenzo De Luca che a febbraio volevano defenestrare. Quindi noi andiamo avanti per la nostra strada con la coerenza di sempre, forti del lavoro che abbiamo fatto in questi cinque anni e della rete di relazioni che abbiamo costruito sul territorio con imprenditori, associazioni, comitati civici. Oggi ho l’onore di essere io il candidato presidente. E lo affronto con spirito di servizio. Ripeto viviamo una fortissima crisi, dobbiamo far risorgere questa nostra meravigliosa regione».

Candidata Ciarambino lei è facilitatore del M5S per la sanità in Campania, settore che durante l’emergenza covid ha mostrato le sue eccellenze, tra cui la ricerca scientifica, ma anche tutte le sue difficoltà, con la necessità di allestire Covid Hospital da campo per far fronte alle carenze di posti per i tagli degli scorsi decenni e i turnover bloccati rispetto alle assunzioni. Sanità settore strategico, quindi? Come immagina il futuro?

«Sulla sanità campana abbiamo dimostrato durante il periodo Covid tutta l’emergenza di questo settore. Un settore da rilanciare. Durante la fase di pandemia ho scelto di tenere un atteggiamento di collaborazione, di responsabilità, di mettere da parte la polemica politica e le differenze partitiche, per lavorare tutti insieme come istituzione. Il governatore De Luca non ci ha permesso in alcun modo di collaborare perché aveva questo grande palcoscenico

Perchè questa assenza di sinergie?

“In ogni caso noi abbiamo trasmesso proposte. Quando ho iniziato a raccontare la realtà della sanità campana, alcuni cittadini mi scrivevano accusandomi di denigrare la Campania rispetto al nord Italia. Desidero chiarire che per 5 anni mi sono battuta senza un attimo di respiro per il diritto alla salute dei cittadini campani, che in questa terra è negato. Una bugia che brucia sulla pelle di chi va in un pronto soccorso e non trova posto neanche sopra una barella. Per un esame diagnostico ci sono liste di attesa anche di un anno e quindi si è costretto ad andare al Nord in questa emigrazione sanitaria che costa alle casse della Campania 300 milioni di euro. Ci sono centinaia di milioni di euro che noi diamo alla sanità privata mentre quella pubblica viene sistematicamente smantellata. L’emergenza è stata una grande coperta per coprire degli scempi. La verità è il punto di partenza per costruire una nuova sanità, perché i cittadini campani pagano più tasse degli altri cittadini italiani. Abbiamo le addizionali Irap ed Irpef più alte d’Italia per pagare il debito miliardario della sanità. Siamo “cornuti e mazziati”: non soltanto non ci viene garantito un diritto alla salute adeguato ma dobbiamo anche pagarne le spese.  Vincenzo De Luca, e prima di lui Caldoro, hanno dato il colpo di grazia».

In che senso?

«In questi anni di governo De Luca non si è fatto nulla per costituire la rete territoriale della sanità. La gente per un mal d’orecchi deve andare in pronto soccorso perché sul territorio tutto quello che doveva esserci non è stato realizzato. Deve essere un impegno forte della politica, investire i moltissimi soldi che  già sono arrivati e che arriveranno per l’emergenza sanitaria, non per aumentare gli stipendi ai direttori generali come ha fatto De Luca, non per raddoppiare i reparti com’è successo all’ospedale Ruggi di Salerno dove abbiamo due cardiochirurgie, ma per garantire il diritto alla salute dei cittadini. In Campania abbiamo un’aspettativa di vita che è di 4 anni più bassa che nel resto d’Italia».

Ascolta l’intervista integrale realizzata da Barbara Landi:

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