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“Viviamo una gravissima emergenza democratica. Discriminati i nostri territori”: la denuncia del senatore Antonio Iannone dopo l’esclusione dal DL Rilancio delle zone rosse della Campania. Sfiducia Bonafede: “Con la scarcerazione dei Boss non si costruisce cultura della legalità”

di Barbara Landi

“Un atto gravissimo dal punto di vista sostanziale e formale, scandaloso per i tanti cittadini che hanno subito l’esperienza devastante della zona rossa”: è la denuncia forte del senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, al decreto Rilancio dopo l’esclusione dai benefici dei comuni del Vallo di Diano, Tanagro e Ariano Irpino, in diretta in #PrimoPiano a Radio Base.

“Ho stentato a credere a quello che leggevo. Dopo la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, con firma anche del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è apparsa una nota di correzione, che estrometteva il Meridione, il vallo di Diano e Ariano Irpino, dalla possibilità di accedere al fondo da 200milioni destinata alla zone rosse colpite da Covid – spiega il senatore Iannone – Una procedura da parte della maggioranza di governo di gravissima discriminazione. Siamo sospesi nella democrazia”.

L’AFFONDO A DE LUCA E AL M5S. “Dopo la mia denuncia è intervenuto il governatore De Luca e il M5S, che forse non sono consapevoli di essere al governo: su questi temi, l’attenzione dovrebbe essere prioritaria”.

ELECTION DAY E GESTIONE EMERGENZA. “Decreti del governo che poi cambiano. La verità è che si naviga a vista. Il governatore De Luca evidentemente ha paura di perdere, pensando che i cittadini campani non dimenticano la gestione fallimentare di questi ultimi 5 anni. Abbiamo task force oceaniche. Noi abbiamo lanciato l’allarme in tempi non sospetti, con uno Stato insufficiente negli aiuti ai cittadini. Si parla di miliardi in arrivo dall’Ue, ma nessuno ha visto nulla. A fronte della carenza di liquidità, si presenta la criminalità organizzata con ingenti risorse, con pacchi alimentari nelle zone più degradate. Ancora di più ci spaventa la mafia finanziaria”.

SFIDUCIA BONAFEDE. La scarcerazione dei boss è di una gravità assoluta, per questo abbiamo chiesto la sfiducia al ministro Bonafede. Non si costruisce così una cultura della legalità, siamo molto preoccupati”.

Ascolta l’intervista integrale realizzata da Barbara Landi: