Campania Politica

Scafati Arancione contrario a lottizzazioni politiche nelle partecipate

Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i dati ACSE per l’anno 2019 sulla raccolta differenziata a Scafati. Le cifre parlano di un miglioramento della raccolta di circa 14 punti percentuali, passando da un 47,204% del 2017 a un 61,770% del 2019.

Importane, inoltre, il dato relativo alla riduzione del “secco non riciclabile”, che ha comportato un risparmio dei costi di smaltimento, utilizzato per compensare l’aumento dei costi di smaltimento della frazione “organico”.

Gli indicatori sono in particolare miglioramento nell’ultimo trimestre dell’anno, il che fa prospettare un trend in crescita della raccolta differenziata nella città di Scafati.

Scafati ARANCIONE, particolarmente attiva sul tema, ha promosso, insieme all’Acse, nelle piazze della nostra città , nel mese di Novembre scorso, una campagna di sensibilizzazione sul tema, dando ai cittadini la possibilità di poter fare raccolta differenziata in loco, nonché di ritirare, gratuitamente, taniche per gli olii esausti.

Forte dei risultati ottenuti, il movimento guidato dal segretario Francesco Carotenuto, si dice contrario alle lottizzazioni politiche nelle partecipate, come l’Acse.

“Apprendiamo, a mezzo stampa, la volontà di ripristinare il vecchio consiglio di amministrazione di nomina politica, che poco o nulla ha a che fare con quanto sostenuto in campagna elettorale su questo tema.

In un momento così delicato dal punto di vista economico e finanziario, con un piano di rientro che richiederà per i prossimi anni grandi sacrifici, il ripristino del CDA comporterebbe aggravi dei costi per 50.000,00 €.

Ecco perché siamo assolutamente contrari a lottizzazioni politiche nelle partecipate come l’Acse che, invece, dovrebbero essere guidate da uomini e donne con comprovate competenze, non per la loro “disponibilità” elettorale, rendendo la gestione della controllata comunale sempre più efficace ed efficiente.

L’utilizzo di un consiglio di amministrazione per la gestione dell’Acse, può far risultare la controllata meno efficace nella gestione ordinaria e straordinaria e può facilmente prestarsi alla spartizione politica delle poltrone.

Se ai cittadini viene chiesto di sacrificarsi rinunciando a servizi pur pagando il massimo delle tariffe, non si può sprecare denaro pubblico per appesantire la macchina pubblica.”