Attualità Campania

S. Egidio/Pagani: forno crematorio scoppia il caos

Sospesi i lavori per la realizzazione del forno crematorio. L’opera sorgerà presso il cimitero di S. Egidio del Monte Albino, ma è a confine con la città di Pagani. La notizia della realizzazione del forno crematorio a S. Egidio M. Albino ha creato panico tra i residenti dei due comuni dell’Agro nocerino sarnese, infatti a  S. Egidio si è costituito il comitato “No forno” presieduto  dall’avvocato Alessandra Petrosino, la quale si è recata anche a Napoli, presso la sede della Regione per cercare di capire come fosse regolamentata la materia dei forni crematori in regione Campania, ed inoltre il comitato ha avviato una raccolta firme per fermare la realizzazione dell’opera. Tutta la mobilitazione nasce dalla posizione del forno crematorio che si trova vicino alle abitazioni. Di fatti secondo la Legge, il forno crematorio deve avere  una distanza di 200 metri dal centro abitato, invece a quanto sembra la struttura dista circa 50 metri dalle case ed i lavori sono già iniziati. La notizia della realizzazione del “forno” a S. Egidio è arrivata anche a Pagani, ma a palazzo San Carlo nessuno sapeva di questa costruzione che interessa comunque pure i paganesi, visto che viene realizzata a confine tra le due città. “Ho appreso che  a soli 50 metri circa da via Carlo Tramontano nel Comune di Pagani, verrà realizzato un forno crematorio nel Cimitero di S. Egidio del M. Albino. – ha dichiarato il consigliere di Forza Italia, Nicola Campitiello –  La legge prevede una distanza di 200 metri dai centri abitati, tanto più per un forno crematorio. Ho provato ad effettuare una ricerca presso i nostri uffici e da nessuna parte ho rinvenuto una comunicazione del Comune di S. Egidio del M. Albino o una richiesta di autorizzazione per la realizzazione dello stesso. Ritengo che sia anomalo – continua Campitiello –  realizzare un tale impianto ad alto impatto ambientale”. Intanto nei giorni scorsi, presso l’area dove sorgerà il forno, nonostante l’ordinanza di sospensione, la ditta stava continuando i lavori e sono quindi intervenute le forze dell’ordine, allertate dal comitato “No forno”. Nel frattempo il consigliere paganese, Nicola Campitiello è intervenuto sulla vicenda anche in qualità di medico. “L’incenerimento della salma, della bara con il rivestimento, dei vestiti ed eventualmente di altri accessori, genera diverse sostanze tossiche  – ha dichiarato Campitiello –  in particolare materiale particolato fine/ultrafine, monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto e zolfo (NOx, SO2), composti organici volatili (COV), composti inorganici del cloro e del fluoro (HCl, HF), metalli pesanti. Inoltre, sono emessi mercurio (dall’amalgama nelle otturazioni dentarie), Zinco (specialmente nel caso delle cremazione di tombe estumulate), diossine-furani (PCDD/PCDF) e IPA. Una recente revisione della letteratura ha messo in evidenza che le emissioni di mercurio dai forni crematori non sono affatto trascurabili”. A mobilitarsi è stato anche il consigliere comunale della Lega, Vincenzo Violante il quale si è recato presso l’abitazione del sindaco di S. Egidio, Nunzio Carpentieri per chiedere delucidazioni ed annuncia che sono stati sospesi per 20 giorni i lavori per la realizzazione del forno, per permettere di effettuare ulteriori verifiche e  prendere le dovute decisioni.