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CREDITO DI IMPOSTA PER LE EDICOLE

Ancora una chance per gli edicolanti che non hanno presentato domanda entro il 30 settembre u.s.. L’articolo 1, commi da 806 a 809, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ha riconosciuto, per gli anni 2019 e 2020, un credito di imposta agli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici. A tal fine ha stanziato 13 milioni di euro per l’anno 2019 e 17 milioni di euro per l’anno 2020. Il DPCM 31 maggio 2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 30 luglio 2019 ha stabilito le disposizioni applicative del credito d’imposta. Possono accedere al beneficio gli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici; esercenti attività commerciali di vendita di merci abilitati alla vendita di quotidiani o periodici alle condizioni stabilite dall’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170 (c.d. punti vendita non esclusivi), a condizione che la predetta attività commerciale rappresenti l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento. Per essere ammessi al beneficio è fondamentale l’indicazione nel Registro delle Imprese dei codici ATECO indicati nel DPCM 31 maggio 2019 in relazione alla singola localizzazione: nel caso di attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici è richiesta la presenza del codice attività primario 47.62.10; nel caso di attività commerciali di vendita di merci abilitate alla vendita di quotidiani o periodici alle condizioni stabilite dall’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170 è richiesta la presenza come codice attività primario di uno dei codici ATECO 47.26, 47.30, 56.3, 47.1, 47.61 e del codice attività secondario 47.62.10. Gli esercenti che intendono accedere al beneficio possono presentare domanda al Dipartimento entro il 30 settembre di ciascuno dei due anni cui si riferisce il credito d’imposta. Pertanto chi non ne ha fatto richiesta per l’anno 2019 può ancora farla per l’anno 2020. L’importo del credito di imposta è parametrato agli importi pagati dal titolare del singolo punto vendita per i locali in cui esercita la vendita, nell’anno precedente a quello della domanda, con riferimento alle seguenti voci: imposta municipale unica (IMU); tassa per i servizi indivisibili (TASI); canone per l’occupazione di suolo pubblico (COSAP); tassa sui rifiuti (TARI); spese per locazione, al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), a condizione che l’esercente operi come unico punto vendita esclusivo nel territorio comunale. Per i punti vendita non esclusivi le suddette voci sono commisurate per punto vendita al rapporto tra i ricavi provenienti dalla vendita di giornali, riviste e periodici al lordo di quanto dovuto ai fornitori e i ricavi complessivi. Il credito è riconosciuto nella misura massima di 2.000,00 euro per ciascun esercente, nel rispetto dei limiti di cui al Regolamento UE sugli aiuti di stato de minimis (n. 1407/2013). Il credito di imposta è utilizzabile unicamente in compensazione nel modello F24 trasmesso esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiari.

Dr. Andrea Perrino                    
Commercialista – Tributarista
Revisore Contabile – Revisore degli Enti LocaliCTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) Tribunale di Nocera Inferiore

Docente formazione professionale

Giornalista Fisco e Tributi