Campania

Pompe funebri: illegittima la verifica sulle bare

È inapplicabile l’accertamento analitico-induttivo ai servizi funebri in quanto, in considerazione della particolarità degli adempimenti, è impossibile che il servizio venga effettuato “in nero”. È quanto affermato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Bergamo che, con una recente sentenza, ha accolto i ricorsi presentati da una società , avverso due avvisi di accertamento, con cui si contestava l’omessa fatturazione di 12 servizi funebri (sentenza n. 538/3/2018). Nel caso in questione la società ricorrente sosteneva la nullità degli avvisi di accertamento, ritenendo illegittimo l’operato dell’Amministrazione Finanziaria, la quale ricostruiva i maggiori ricavi basandosi sul numero di bare utilizzate. In pratica attraverso l’accertamento analitico-induttivo, l’Agenzia delle Entrate accertava che il numero dei feretri acquistati era maggiore di quello contabilizzato in vendita. La Commissione Tributaria Provinciale di Bergamo, dopo aver compiutamente ricostruito l’operato dell’Ader, nonché esaminato gli elementi posti alla base della maggiore pretesa impositiva, ha annullato gli avvisi di accertamento, affermando che “per ogni servizio funebre effettuato sussistono il capo all’esercente specifici obblighi nei confronti dell’autorità comunale, alla quale deve essere consegnato, in ossequio al disposto dell’articolo 36 del regolamento regionale n. 6/2004 in materia di attività funebri e cimiteriali, un apposito verbale di chiusura feretro per trasporto di cadavere, adempimento che rende praticamente impossibile l’effettuazione di servizi funebri “in nero”. Pertanto appare condivisibile la decisione assunta dai giudici tributari. Ci si augura, dunque, che l’Ufficio delle Entrate possa trarre insegnamento da questa pronuncia.

Dott. Andrea Perrino
Commercialista con studio in Angri
Tributarista – Revisore Legale dei Conti